Brugnato è un comune di circa 1.200 abitanti che si trova in Liguria, in provincia di La Spezia. Ha una superficie di 12,0 chilometri quadrati per una densità abitativa di 99,25 abitanti per chilometro quadrato. Posto nel cuore della Val di Vara, Brugnato sorge all'interno del Parco Naturale Regionale di Montemarcello Magra. L'economia è legata principalmente all'agricoltura ed all'allevamento.
Le notizie più antiche riguardanti il borgo risalgono agli inizi del XIII secolo, quando il complesso fu proprietà dei vescovi di Luni e poi dei Malaspina, come ci attesta un documento del 1033, con il quale il marchese Adalberto destinava al Borgo San Donnino alcune proprietà, tra cui "Calese". Le origini del nome sono rintracciabili già nello stemma araldico del comune, in cui è rappresentato da un susino, infatti nelle forme dialettali brigne o brignun indica propriamente la pianta del susino. Per altri il nome deriva da prunetum da cui deriverebbe a sua volta l'espressione dialettale brignè, che indica una massa di sterpi in cui crescono tali tipologie di piante. Il borgo antico si sviluppa in una struttura anulare “a tenaglia”, con al centro la cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano, costruita dai monaci benedettini verso la metà del XII secolo. Le funzioni difensive del paese si notano nella sua architettura. Nel 1133 il pontefice Innocenzo II elevò Brugnato a dignità di diocesi, suffraganea di Genova. La piccola città da sempre protetta dalla Repubblica di Genova, fu oggetto di contesa tra le nobili famiglie dei Malaspina e dei Fieschi che volevano insediarsi nel territorio. Nel 1215, quando Corrado Malaspina occupò alcuni forti brugnatesi, fu proprio Genova a respingerlo e a lasciare poi i Fieschi in città come vice - domini. Il centro è un alternarsi di varie tipologie di casa con portali in pietra arenaria tipica della Lunigiana. Da segnalare anche il palazzo vescovile, sede del museo Diocesano che raccoglie le opere delle chiese della Val di Vara, l'oratorio di San Bernardo e il santuario di Nostra Signora dell'Ulivo, costruito nel XVIII secolo, che domina la valle e l’abitato. Nelle vicinanze si trovano un antico ponte sul fiume Vara, forse di origine romana e qui vicino, il convento di San Francesco, fondato nel 1603. Calice passò poi sotto il dominio dei Doria, per tornare per breve tempo nelle mani dei Malaspina. Questo continuo mutare di padroni precedette la definitiva concessione, nel 1770, dei Malaspina a Leopoldo I, reggente del Granducato di Toscana, alla cui storia Calice è legata fino al 1923, quando il suo territorio passò dalla provincia di Massa - Carrara alla nuova provincia della Spezia. Dall'ottobre 1943 al giorno della Liberazione, Calice fu centro nevralgico delle attività partigiane nella Val di Vara. Il 19 giugno 1944, il Castello di Calice, presidio della Guardia Nazionale Repubblicana, fu attaccato in forze da un gruppo di partigiani giellisti al comando di Daniele Bucchioni detto "Dani", insieme ad alcuni partigiani del maggiore inglese Gordon Lett. L'attacco fallì, ma dopo pochi giorni i fascisti si ritirano da Calice. Oggi dalle foto aeree è possibile distinguere il nucleo centrale della cittadina definito dalla cerchia del suo fossato, di forma ellittica, purtroppo ormai interrato, nella sua natura di borgo fortificato medievale, a pianta circolare, sviluppatosi attorno alla cittadella vescovile.
Chiesa Parrocchiale - di antica fondazione, conserva al suo interno numerose opere di artisti locali.
Santuario della Nostra Signora dll'Olivo - meta ogni anno di numerosi pellegrini. La costruzione dell’edificio e dell’attigua chiesa di San Francesco fu terminata nel 1635. Il convento ha un chiostro quadrato con tre piccoli dormitori, un refettorio con annessi locali e una piccola biblioteca. La chiesa ad una sola navata, ha cinque altari in marmo, uno maggiore e due laterali per parte. Nella chiesa sono conservati preziosi dipinti del XVII e XVIII secolo. Nel 1843 convento e chiesa passarono ai chierici scalzi detti Passionisti, ordine fondato da San Paolo della Croce.
Museo Diocesano - in cui sono raccolti oggetti liturgici appartenenti alla Parrocchia.
Centro Storico - consente l'accesso al centro storico che possiede ancora i caratteri di un tempo, tuttavia le strade interne sono asfaltate, ad eccezione della centrale Borgo S.Bernardo, che prende il nome dell'oratorio situato al suo accesso ovest. Su una collina a nord, sorge "Castel S.Angelo" su un'altra resta una medievale torre che serviva ai vescovi - conti come vedetta e come prigione:sul suo portale è incisa la famosa croce, simbolo dell'Abbazia di Brugnato. In prossimità del ponte romano fu fondato nel 1603 il Convento di S. Francesco, passato nel XIX secolo ai Padri Passionisti,invece il Seminario del 1763 ceduto dalla Curia Vescovile a privati, che lo hanno trasformato in un centro commerciale.
Cattedrale - l’edificio, presenta uno schema planimetrico a due navate divise da pilastri colonniformi e sorge sui resti di due chiese preesistenti, la più antica delle quali, posta sotto l'attuale navata maggiore, risale ad epoca bizantina. Al centro del catino absidale, si possono ammirare tre volti in pietra sbozzata, con funzione rappresentativa dei tre santi Pietro, Lorenzo e Colombano, contitolari della cattedrale. Sulla parete della navata minore i recenti restauri hanno riportato alla luce un altro pregevole affresco cinquecentesco, raffigurante la presentazione di Gesù al tempio.
Oratorio di San Bernardo - ubicato all’inizio del borgo, intitolato a Santa Maria Annunziata, è oggi conosciuto come oratorio di San Bernardo. Il nome odierno gli deriva dalla Compagnia dei disciplinati che, già esistente nel 1518 e intitolata a "S. Maria", fu dedicata a partire dal 1610, a S. Bernardo. Attualmente è sede della Confraternita di San Bernardo.
In auto: da Genova, autostrada A 12, in direzione La Spezia, uscita di Brugnato.
In treno: stazione della Spezia Centrale.