Hotel Forio, Agriturismo Forio, Bed and Breakfast Forio

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Forio

 

E un comune della Campania, provincia di Napoli, con 12500 abitanti e ha una superficie di 13 Kmq. Sorge su di un promontorio della costa occidentale dell'isola d'Ischia, nell'arcipelago Campano, alle pendici del monte Epomeo.

Storia

L'etimologia del nome Forio è molto varia, infatti diverse sono le spiegazioni di tale toponimo, c'è chi lo vuole proveniente da un espressione dialettale usata da un abitante del castello aragonese che stanco del sovraffollamento del luogo decise di andare Forio da lì, chi invece lo fa derivare dalla lingua classica indicando Forio come fertile o terra dei fiori. La storia civile di Forio incomincia dal momento in cui dei siciliani, avendo trovato in Forio un meraviglioso clima, vi si fermarono accupando la zona ai piedi di Punta Imperatore e prendendo possesso delle terre fino alla vallata di S. Montano. Fondarono una cittadina chiamandola Forio, fortificarono i luoghi più sprovveduti e crebbero in pace nella pianura più fertile dell’isola. L’eruzione del Caccavello però fece fuggire la colonia siciliana, seppellendo sotto la lava di Zara e Marecoco la fiorente civiltà siciliana. Calmatisi gli elementi naturali, a prendere possesso della fertile zona accorsero napoletani e romani i quali si fusero in un solo popolo. Ritornarono i siciliani e reclamarono presso Giulio Cesare il loro diritto di antichi proprietari. Le terre furono restituite ai siciliani e così Forio risorse a nuova vita per la loro opera. Dopo non poche irruzioni di barbari che devastarono ogni cosa, i superstiti si rifugiarono sui monti e sulle colline. Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Spagnoli immiserirono l’isola e la fertile piana di Forio. Infine, si susseguirono le piraterie che misero sossopra il paese tanto da renderlo squallido, disabitato e spopolato. Scomparso il perciolo più forte, quello della pirateria, i pochi abitanti superstiti tornarono dalle montagne, cominciarono ad affrontare i pericoli e si reseso sclatri nell’attaccare i nemici. La cittadina ritornò così a vita novella e tutti quelli ch’erano andati raminghi ritornarono per costruire fabbricati, case e chiese, mentre rifiorivano le arti e i mestieri.
Nella travagliata storia di questo popolo indomito non possiamo dimenticare altre invasioni e soprusi usati da Carlo II nel 1300, mentre la pirateria del Barbarossa si faceva sentire nel 1544. In quest’occasione l’invasione fu tanto terribile che Forio rimase sepolta, incolta ed abbandonata.
Ma i foriani, sempre più decisi, aspettavano con pazienza che finisse l’invasione per risorgere. La ubertosa piana di Forio attirò da tutte le parti d’Italia genti che, fondendosi agli indigeni, diedero vita alla nuova Forio. Le estrerne furono munite di artiglieria pronta a rispondere agli assalti nemici. Le stesse strade, strette a sghembo, ed i caseggiati quasi incatenati tra loro dovevano essere una trappola per gli invasori. Lo stesso Jasolino, illustre medico calabrese e grande amatore di Forio, nel 1550 la definisce la terra più ubertosa e popolata dell’isola.

Da vedere

Chiesa di S. Maria del Soccorso - sorta su di un promontorio a picco sul mare nel XVI sec., venne ampliata in seguito in diverse fasi fino al XVIII sec., racchiude diversi stili architettonici tra i quali spicca quello moresco. L'interno formato da una sola navata ci offre la visione di molti ex - vote fatti da marinai scampati ai pericoli del mare per grazia ricevuta dalla Madonna, e nel santuario è presente un Crocifisso in legno risalente probabilmente al XII sec., che venne ritrovato sulla spiaggia ai piedi del promontorio dopo una tempesta.

Chiesa di S. Maria di Loreto - costruita al centro del paese ha origini trecentesche ed è stata ristrutturata tra il XVII e il XIII sec., si presenta con tre navate in cui si trovano opere di pittori isolani quali C. Calise e il Di Spigna. Adiacente alla chiesa troviamo in stile barocco l'Oratorio dell'Assunta che ospita diversi dipinti del Galante.

Chiesa di San Vito - sita nelle vicinanze del centro ha origini molto antiche, all'interno vi troviamo dipinti del seicento opera del pittore C. Calise, un dipinto rappresentante S. Vito del Di Spigna e una statua in argento del XVIII sec. realizzata su disegno del Sammartino.

Chiesa di Maria SS. di Montevergine -costruita su di un'altura che domina la meravigliosa spiaggia di San Francesco nella seconda metà del XIII sec., si presenta con un'architettura con forme barocche con all'interno opere del celeberrimo pittore Luca Giordano e del Di Spigna.

Chiesa di Santa Maria di Loreto - le origini risalgono al XIV sec. ma diversi furono gli interventi di ampliamento che hanno trasformato l'edificio in una complessa struttura monumentale, le cui aggiunte più rilevanti furono l'oratorio dell'Assunta, l'ospedale e nel 1731 il campanile e l'orologio. La sobria facciata si presenta con due campanili e decorazioni maiolicate, mentre l'interno a tre navate è ricco di stucchi e presenta un altare con marmi commessi, un magnifico pulpito e numerose opere d'arte, tra le quali spicca una Madonna di Loreto del '500, affreschi e tavole dei primi del '600, ad opera del Calise, e altre del Di Spigna.

Piazza Municipio - di forma triangolare, ospita la chiesa di San Francesco e la sede del Municipio all'interno di un ex convento francescano costruito nel '600, con un bel chiostro. All'interno del municipio si conservano sculture del Maltese tra cui la statua della Solforatrice. Nei pressi della chiesa di San Francesco sorge l'Arciconfraternita di S. Maria di Visitapoveri, costruita a cavallo tra XVI e XVII sec., che conserva un altare in marmo e pavimenti maiolicati, e otto ovali eseguiti dal Di Spigna che rappresentano scene sacre.

Piazza Soccorso - da cui si può ammirare uno splendido panorama sul mare verso la costa di Gaeta. È qui che si può ammirare, al tramonto ed con particolari condizioni atmosferiche, allo strano fenomeno naturale del Raggio Verde. Sull'estrema punta del promontorio, dove sorge la piazza, si trova il piccolo santuario di Santa Maria del Soccorso, originariamente costruita nel '300 e prescelto a luogo di culto dai marinai. Presenta un interno ad una navata, con diverse opere scultoree e tele risalenti ai sec. XVI e XVII.

Villa La Colombaia - tra le numerose ville al di fuori del nucleo abitato, merita una visita Villa La Colombaia dove abitò Luchino Visconti, e che dal 2004 proprio in suo onore si è trasformata in casa museo del regista, e presenta una collezione fotografica, bozzetti e sceneggiature, abiti di scena dai film realizzati da Visconti. La villa inoltre si propone come centro culturale ed ospita tra l'altro il Premio Visconti.

Villa Walton - fu la residenza del compositore inglese William Turner Walton, che vi fece allestire uno splendido giardino aperto al pubblico, disegnato da Russel Page con piante mediterranee e tropicali. La residenza è invece stata trasformata in casa-museo del musicista ed è sede della fondazione William Walton che si propone come centro studi per giovani musicisti ed ospita maestri di rilievo internazionale.

Come arrivare

In auto: l'A1 Napoli - Roma.

In aereo: l'aeroporto più vicino è Napoli Capodichino.

 

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